News dall'Asl To3. Inaugurato il primo screening center oncologico

23/07/2010

Migliorare l’efficienza e l’efficacia della prevenzione dei tumori alla mammella e al colon retto, ridurre i tempi d’attesa ai programmi di screening, semplificare le procedure di lettura degli esami: sono alcuni degli obiettivi dello Screening Center Oncologico, il primo in Italia, inaugurato il 21 luglio presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Torino. 

Il progetto, nato dalla collaborazione tra Regione Piemonte, Università di Torino, Fondazione Edo tempia e im3D, sarà attivato – per la parte relativa al tumore alla mammella - in via sperimentale per le Asl di Biella e Vercelli e, successivamente, per quelle di Novara e del Verbano Cusio Ossola, per valutarne le potenzialità e i risultati. La sperimentazione per lo screening al colon retto sarà, invece, avviata presso l’IRCC Candiolo, l’Asl BI, l’Asl To2, l’Aou San Giovanni Battista-Molinette e l’Aou Maggiore della Carità di Novara. 

«Ogni anno in Piemonte vengono diagnosticati circa 800 tumori al seno grazie al programma Prevenzione Serena – ha affermato Caterina Ferrero, assessore alla tutela della salute e sanità della Regione Piemonte
– che coinvolge le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Recentemente, il piano di riorganizzazione dello screening ha stabilito l’estensione di quello mammografico con frequenza annuale alle donne tra i 45 e i 49 anni che decidono di effettuarlo e, con cadenza biennale, alle donne tra i 70 e i 75 anni che desiderano proseguire il programma di prevenzione dopo i 69 anni. Lo Screening Center rappresenta, quindi, una grande opportunità per la riorganizzazione del programma».
Il Centro raccoglierà in forma digitale le immagini inviate dalle aziende sanitarie; un pool di radiologi le leggerà e restituirà i referti alle Asl di provenienza, che provvederanno a contattare i pazienti in caso di necessità di ulteriori accertamenti. 

«L’inaugurazione dello Screening Center – ha dichiarato Ezio Pelizzetti, rettore dell’Università degli Studi di Torino
- alla cui costituzione partecipa l’Università di Torino, è un momento importante perché rappresenta un ulteriore contributo del nostro Ateneo nel campo della diagnostica medica, sottolineando così il consolidamento dei risultati della ricerca nella fase applicativa. L’Ateneo, oltre a contribuire al potenziamento dei programmi di prevenzione oncologica regionale per i tumori della mammella e del colon retto, partecipa alla creazione di nuovi posti di lavoro per i nostri giovani laureati. Il Centro sarà, inoltre, la sede di progetti di ricerca per l’identificazione di nuovi test di screening in oncologia. Questa iniziativa costituisce anche la dimostrazione che la collaborazione dell’Università con organizzazioni di alta professionalità può portare allo sviluppo di attività di grande rilevanza e di significativo impatto sociale». 

« I numeri sono chiari e confortanti: le nuove tecnologie permettono l’identificazione di patologie nel 93 per cento dei casi -
ha commentato l’assessore all’Innovazione della Regione Piemonte Massimo Giordano
- Ecco perché questa Giunta ha deciso di sostenere progetti di ricerca in materia di sanità e tecnologia che, uniti al fattore abilitante della banda larga, che oggi
copre gran parte del territorio piemontese, porteranno a un nuovo modello di sanità tecnologica. Grazie alla banda larga, infatti, abbiamo oggi l’occasione di sperimentare servizi di nuova generazione, come lo scambio sempre più efficiente di informazioni su pazienti e trattamenti, ma anche il consulto video e il monitoraggio dei pazienti da remoto, che apporteranno indubbi vantaggi e una migliore qualità della vita ai cittadini piemontesi e finalmente abbatteranno frontiere geografiche e temporali».

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